Vincitori

Per un prossimo reale #6

Installazione - 100 x 100 cm - 4 Kg
Con Per un prossimo reale #6, Antonio Della Guardia, affascinato dalle tecniche di stimolazione mentale e rieducazione visiva del medico statunitense William Horatio Bates, individua interessanti connessioni con le simbologie dei due soli dechirichiani, che trasporta attraverso l'uso del ricamo su un drappo di velluto.
L'opera tenta, infatti, di riformulare uno degli esercizi cognitivi di Bates, che consiste nell'osservare una stessa linea più volte in un arco di tempo soggettivo. Tale formula di evasione dalla realtà, viene presentata attraverso una tenda di velluto blu, sulla quale vengono ricamate fedelmente da Della Guardia, le sagome dei due soli presenti nell'opera "Sole sul cavalletto" del 1973 di Giorgio de Chirico. Il profilo del sole "acceso" viene rappresentato attraverso un filamento dorato, mentre il suo gemello "spento", è simboleggiato da un filamento nero.
Le sagome dei due motivi inducono la stimolazione delle potenziali qualità rigenerative dei più semplici processi dell'immaginazione umana. Ciò che preme all'astista è creare un dialogo cognitivo con il visitatore attraverso i simboli ripetuti più volte nelle opere di de Chirico.
Della Guardia concepisce l'opera come un dispositivo volto a stimolare processi sopiti, tanto dello sguardo quanto dell'immaginazione, in un continuo mutarsi.

Antonio Della Guardia

Antonio Della Guardia nasce nel 1990 a Salerno e si laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli. Vive e lavora tra Napoli e Roma. Tra le mostre personali selezionate: Per un prossimo reale, Fondazione Pastificio Cerere, Roma, 2021; La luce dell'inchiostro ottenebra, Galleria Tiziana Di Caro, Napoli, 2018; Index, Studioconcreto, Lecce, 2018.
Tra le mostre collettive selezionate: Burning Speech, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2021; There is no time to enjoy the sun, Fondazione Morra Greco, Napoli, 2021; Kizart, video-art festival, MAXXI, Roma, 2019; The Corrosion of Character, l'uomo flessibile, Q-International, Izolyatsia - Platform for Cultural Initiatives, Kiev, 2019; Fuori luogo, evento collaterale Manifesta 12, Palermo, 2019; Mind the gap, Associazione Barriera, Torino, 2018; Samoupravna interesna zajednica u galeriji waldinger, Galleria Wladinger, Osijek, 2018; Disio, nostalgia del futuro, La Caja, Caracas, 2017; Sensibile comune, le opere vive, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 2017; Self-managed interest community in the Cultural Centre of Belgrade, Galleria Podroom, Belgrado, 2015. Nel 2016 è in residenza presso la Fondazione Antonio Ratti di Como.


Ombre

Monitor digitale da 32 pollici, cornice in legno di recupero – tre minuti di video in loop.
Quadro interattivo a muro collegato con una presa di corrente

Con "Ombre" Giulio Golfieri intende realizzare un quadro digitale composto da un video di tre minuti incentrato sulla figura del clochard, attingendo al mito antico delle Colonne d'Ercole, confini del mondo conosciuto, e riattualizzando al contempo i temi della metafisica, in particolare la serie di quadri dipinti da Giorgio de Chirico Piazze d'Italia.
In "Ombre" la videocamera di Golfieri si concentrerà in particolare sui clochard che abitano le gallerie e le piazze di Milano, immortalati come manichini dechirichiani, "oggetti metafisici" inconsciamente ignorati dai passanti e perennemente immersi in un sound urbano fatto di passi, clacson, sirene e altri rumori che di notte si rovescia in silenzio. Golfieri, per realizzare la composizione della partitura musicale, collaborerà con il duo Amorobot.
Non c'è un inizio né una fine, ma un video a loop all'interno di una cornice digitale appesa a un muro così che il fruitore possa sentirsi libero di fermarsi in ogni momento a osservare ciò che si trova "oltre le Colonne d'Ercole".
L'arte – scrive Golfieri – diventa mezzo universale per superare i limiti della conoscenza. Il clochard, invisibile sulla strada diventa visibile all'interno del museo, luogo svelato al di là delle colonne d'Ercole. Tutti possono avvicinarsi a loro, custodi di storie di vita".

Giulio Golfieri

Giulio Golfieri, nato a Pordenone il 1 Settembre 1992, inizia a lavorare come fotografo professionista per un'agenzia di Jesolo Lido. Nel 2015 si laurea in Arti Visive e Teatro presso lo IUAV di Venezia dove ha ricevuto insegnamenti da numerosi artisti internazionali e professionisti del Teatro Due di Parma. Viene selezionato al Cici Film Festival dove realizza il cortometraggio La nostalgia del randagio.
Nel 2018 realizza il mediometraggio a episodi #DECALOGO, collaborando con giovani attori teatrali e professionisti, presentato in concorso al Ribalta Experimental Film Festival (2021), accanto ai film di Michele Sambin e Salvatore Insana. Si laurea con lode in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale al DAMS di Padova, realizzando una video inchiesta ricca di materiali inediti dedicato al cinema off italiano degli anni 2010/2020. Crea RATS, un canale online ricco di video interviste d'indagine cinematografica (Pupi Avati,The Pills, Luca Ferri).
Nel 2021 il suo cortometraggio Only Deads viene selezionato al FIPILI Horror Festival di Livorno e all'Hacker Porn Film Festival di Roma vincendo la menzione d'onore all'Horror Island Film Festival.
Si diploma in Sceneggiatura alla Scuola di Cinema Carlo Mazzacurati di Padova con il tutor Marco Pettenello e vince il Premio Nazionale Luciano Vincenzoni per il miglior soggetto cinematografico.


Gli orfani di Pandora

Fumetto, illustrazioni digitali
Con "Gli orfani di Pandora" Maicol Morbidelli ci consegna un racconto breve a fumetti che riflette in maniera lucida e coinvolgente sull'estremizzazione dei fenomeni di digitalizzazione e automazione che l'epoca attuale sta vivendo, un'attenta analisi sui termini e sulla misura dell'uso della tecnologia oggi.
Lo fa trasportandoci in un futuro prossimo indefinito, in cui la terra ha subito una misteriosa sparizione di massa e si ritrovano a convivere i superstiti del vecchio e nuovo mondo. L'artista si chiede se saranno migliori dei loro predecessori e se sapranno unirsi, creando le basi per un nuovo inizio.
È sul presente che intende interrogarsi Morbidelli: la rivoluzione industriale e la scalata tecnologica ci hanno infatti consegnato un mondo totalmente nuovo rispetto alle generazioni precedenti, che tuttavia è in pericolo. Gli effetti collaterali della corsa inarrestabile verso l'automazione sono evidenti sul pianeta e richiamano l'attenzione e l'impegno dei giovani, coloro che ne subiranno le maggiori criticità.
Per realizzare le tavole Morbidelli utilizza pastelli e acquerelli digitali, che "vogliono essere un tributo" alla tecnica più cara al maestro de Chirico.
L'artista sottolinea come il distacco che la tecnologia ha creato tra l'uomo e il mondo che abita sia particolarmente pericoloso e necessiti quindi di un "intervento superiore, un intervento che priva e successivamente dona".

Maicol Morbidelli

Maic, pseudonimo di Maicol Morbidelli, è un fumettista e un illustratore italiano. Classe 1991, studia come disegnatore presso la Scuola Romana del Fumetto dal 2010 al 2013 e successivamente come grafico pubblicitario dal 2013 al 2016 presso l'Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma.
Dal 2016 lavora principalmente come grafico pubblicitario, ricoprendo diversi ruoli a seconda dei progetti: designer, video editor o art director. Durante la pausa pandemica riprende in mano la matita e ricomincia a scrivere e disegnare storie con l'intento di trasformarla da attività da tempo libero a professione a tempo pieno.
Le tematiche delle sue storie sono diverse, si muove tra toni più scuri ed intimisti e colori più leggeri ed ironici con l'obiettivo di generare una riflessione e allo stesso tempo fare dell'intrattenimento. La fragilità è sicuramente un tema ricorrente. Le difficoltà dell'animo e della mente.
Il raccontare attraverso i difetti, le debolezze, la crescita e i cambiamenti. Non vuole costruire ideali di forza o di bellezza, ma ritratti autentici in cui lettrici e lettori possano riconoscersi.


Menzioni speciali

Tre menzioni speciali sono state assegnate, inoltre, dalla giuria come riconoscimento per la capacità di tradurre il mito in linguaggio corrente, attingendo al passato come chiave di lettura per decodificare il futuro.
Le tre menzioni speciali vanno, in ordine alfabetico, a: Saverio Bonelli per la proposta artistica Sisifo; Iside Calcagnile per la proposta artistica Ignite; Andrea Castorrini per la proposta artistica Recupera il desiderio, riscopri la vita mia cara Arianna.